lunedì, giugno 11

Le fresche partorienti in Bikkembergs

Le incontri per caso ma non puoi confonderle, capelli sporchi, pesoforma alterato con conseguenza di abiti inadatti alla taglia attuale, scarpe Comode, trucco inesistente, occhi appesantiti da sonno arretrato e un solo argomento per noialtri, il mondo: il bambino appena messo alla luce.

Vi delizierò con la traccia di dialogo tipo che, qualora la incontraste, finireste inevitabilmente per intrecciare:

Tu: Ciao, come va?

Lei: (dando per scontato che, siccome lei non esiste più, le stiano chiedendo del frugoletto) Ma bene, sai, ora non dorme ancora, mi sveglio tutte le notti, vuole mangiare a volte, altre volte, invece, è semplicemente perchè non ha ancora preso il giusto ritmo. Sei mesi, sei mesi. Mi alzo io, Papà (papà! Dove finiremo?) si alza presto la mattina, quindi ormai non lo sente nemmeno più.

Tu: ah, bene, ma tu come stai?

Lei: (ancora una volta rispondendo alla logica sillogistica del "siccome-io-non-sono-più-una-persona-non-può-stare-riferendosi-a-me") Mah, adesso ha ancora un po' di reflusso, quindi se non si sveglia da solo devo svegliarlo io per dargli il latte antireflusso, poi non si addormenta più.

Tu: (guardi in basso, disorientato, anche perchè hai capito che cosa fosse quell'odore rancido che senti)

Lei: comunque sono contenta, meglio non poteva andarmi, sono proprio fortunata.

Tu: (continui a guardare in basso per paura che nel discorso subentrino i nonni)

Lei: Se fosse per Papy (Papy, diosanto) ne faremmo subito un altro, io invece voglio aspettare, sai, è ancora piccolo. Ma sono stata veramente fortunata, davvero.

Tu: (saluti con la promessa di rivedersi in un generico futuro, che, lo sapete entrambi, non esiste)

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